Il giudizio
universale

XVIII edizione – Conversano
dal 19 al 24 settembre

#Linf22

Dalla Creazione al Giudizio Universale. Il passo è diventato breve.
È la prima volta, nella sua lunga storia, che la Terra si trova in pericolo a causa dell’uomo.
Fino a ieri si discuteva sulle emissioni di CO2 che negli ultimi cento anni hanno portato come conseguenza il riscaldamento globale a livelli inaccettabili e non più sostenibili. I cambiamenti climatici connessi stanno producendo lo scioglimento dei ghiacci e, contemporaneamente, la desertificazione di sempre più nuove terre. Ma, come se tutto ciò non fosse sufficiente a portarci preoccupazione, si è aggiunto adesso il rischio dello scoppio della guerra nucleare!
Sei giorni sono stati utili per la Creazione: uno solo basterebbe all’uomo per l’autodistruzione. Senza dover neanche prendersi il lusso di riposare un po’.

L’umanità è in pericolo ma, in attesa che arrivi il giorno del giudizio, deve fare i conti con sé stessa.

Le questioni si intrecciano sovrapponendosi: ai disastri ambientali e climatici si sommano questioni politiche, militari, economiche e sociali, su scala globale.
Disuguaglianze, diritti, sovranità, egemonie politiche e di mercato, approvvigionamenti delle materie prime, demografie e migrazioni, sono tutte questioni aperte e in grado di produrre sconvolgimenti nel giro di breve tempo.

L’umanità deve prendere delle decisioni e farlo anche in fretta.
Sì, ma come se non si riesce a mettersi d’accordo?
Verrà allora un dio che separerà i buoni dai cattivi.
Ma, nell’attesa, a chi affidare il compito?
Si dice che stia finendo il tempo della democrazia per fare largo alle “democrature”, quella mescolanza di democrazia (finta) e dittatura (reale) che vuole un uomo solo al comando. Mentre ci assale il dubbio sulla bontà della formula, continuiamo a credere e a dare ragione a chi sosteneva che “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre”.
Occorre domandarsi però quale peso hanno oggi gli organismi internazionali. E quale ruolo può occupare l’Europa in uno scenario dove si cercano nuovi equilibri mentre ad Est del “nostro” mondo è forte la spinta di nuove potenze, vogliose di affermarsi.
Con la caduta del Muro si diceva che la Storia fosse finita.
In realtà non sarà mai così, a giudicare dalla ripetizione e dal verificarsi di ricadute di scenari ed eventi appartenenti ad epoche diverse ma somiglianti l’uno all’altro.

Così si invoca la costituzione del tribunale speciale per i crimini di guerra.
Mentre tra social e media è un proliferare di giudizi sommari tra chi è “filo” e chi “contro” ma anche per chi, nell’indecisione, tira fuori il “né-né”.

D’altronde, ci siamo assuefatti a un mondo di contest e talent-show televisivi popolati da aspiranti giudici, tra cuochi, cantanti, “nani e ballerine”.
E pensare che (solo) 30 anni fa, mentre la Mafia sferrava un duro e vile attacco allo Stato, il sistema politico italiano veniva sconvolto dall’azione giudiziaria dell’inchiesta di Mani Pulite. Dalla “Milano da Bere” alla “Roma ladrona” gli esiti ce li trasciniamo ancora oggi, qualunque sia il giudizio che ciascuno di noi possa essersi fatto nel tempo.

Chi meglio del giornalismo può aiutarci a comprendere la realtà? Separare i fatti dalle opinioni dovrebbe essere il ruolo dell’informazione. Si dice anche che il giornalismo sia il cane da guardia del potere. E così è stato nel 1972 per il Washington Post con lo scandalo Watergate e le successive dimissioni di Nixon. Se gli Stati Uniti hanno avuto Woodward e Bernstein, e tutti gli uomini del Presidente, occorre domandarsi invece cosa significa per un giornalista d’inchiesta vivere solo e sotto minaccia. Chiedere, nel caso, di Giancarlo Siani, Anna Politovskaja o Daphne Caruano Galizia, così, tanto per farsi un’opinione.
E per restare saldati al nostro calendario civile e di resistenza all’idea dell’uso della violenza come forma di sopraffazione politica, cento anni fa il fascismo marciava spedito su Roma per prendere il Potere. Per fortuna, nello stesso anno, nascevano scrittori come Pasolini e Fenoglio, che ci avrebbero, insieme ad altri, raccontato storie, dato parole e idee, la nostra cassetta degli attrezzi, sempre utile per la manutenzione del nostro piccolo mondo.

“Nessuno mi può giudicare”, cantava in tempi più recenti Caterina Caselli e sembra che oggi sia per tutti così, immersi come siamo ciascuno nella propria bolla della nostra quotidiana attività sociale. Dove è richiesta l’esibizione del sé ma è bandito lo spirito critico e la riflessione.
Viviamo in tempi di facili giudizi e soprattutto, di estremi pregiudizi.

Per fortuna ci salva la satira e l’umorismo per ridere, attraverso gli altri, di noi stessi, per riflettere dei nostri limiti e difetti. Anche se un comico diventato presidente, suo malgrado è stato costretto, dovunque vada il suo destino, a trasformarsi in Eroe.

Oppure a salvarci sarà la bellezza, con l’arte e l’ingegno umano capace alle volte di raggiungere il sublime, o la fede, di avvicinare con la Parola l’uomo a Dio.
E ritorniamo al punto di partenza e al rapporto tra la Storia e la Memoria dell’uomo.
In fondo, la capacità di individuare riscontri attraverso le varie epoche, di accostare eventi tra loro lontani, di valutare e di giudicare torti e ragioni nel tempo, rende la Storia una lezione per l’umanità.
E in parte ce lo avevano già spiegato gli antichi.

Gli spin-off dell’edizione 2022

27 e 28 maggio

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10 e 11 giugno

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23, 24 e 25 giugno

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dal 19 al 25 settembre
Un programma in una settimana

Più di 100 eventi aperti a tutti. Dibattiti, confronti, presentazioni di libri e interviste, mostre fotografiche e di satira, workshop e laboratori per le scuole, proiezione di film, reading e letture dal vivo, con ospiti, opinion leader, giornalisti, intellettuali provenienti da tutte le parti d’Europa.

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Parole e idee con i protagonisti internazionali del mondo della cultura, della politica e dell’informazione. Relatori, autori, giornalisti, studiosi e intellettuali da tutta Europa si incontrano ogni anno a Conversano per un vero e proprio confronto delle idee, per discutere e dibattere i temi del festival, per superare i confini delle identità e offrire il proprio contributo al grande progetto di integrazione culturale europea.

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Lanciare uno sguardo oltre i propri confini per uscire dal chiuso del proprio giardino e posare lo sguardo oltre l’orizzonte. Un obiettivo affascinante e nello stesso tempo ambizioso. È la sfida che ogni giorno ci aspetta: sostenere il dibattito pubblico e sollecitare una continua riflessione sul nostro presente. Sono queste le parole d’ordine di Lectorinfabula.

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