Il ’68 rovesciato. Vita e potere nella pandemia.

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VentiVenti
7 Novembre
ore 18:00

Questi mesi di contenimento sanitario e sociale dovuto alla pandemia da Covid-19 hanno rappresentato il primo momento di sospensione generalizzata della normalità quotidiana in molte democrazie. La giustificazione addotta ovunque affinché si accettasse di comprimere alcuni diritti insisteva sulla necessità di garantire la salute e la vita, nel momento in cui le ospedalizzazioni aumentavano e con esse l’impiego di terapie intensive. Tuttavia, una volta superato il periodo più grave di contagio, l’adozione così sistematica di meccanismi di controllo della vita e della libertà potrebbe lasciare tracce profonde anche qualora si ritornasse «a vivere come prima». Occorre ricostruire i problemi antichi e nuovi della libertà e dei suoi limiti secondo prospettive diverse: una attenta al piano normativo delle questioni di autorità ed eccezione e a una concezione della libertà intesa come vivere libero e civile con gli altri; l’altra attenta alle implicazioni antropologiche, sociali e politiche che la pulsione al controllo e alla sorveglianza da parte del potere può provocare.

Presenta Francesco Romito
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