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Il tema
Il tema della XV edizione di Lectorinfabula
La Terra vista dalla Luna
«Abbiamo fatto così tanta strada per arrivare sulla Luna, e la cosa più importante che abbiamo scoperto è stata la Terra» (Bill Anders, 1968).

Un anniversario è sempre la migliore occasione per fare i conti con la storia, aggiornarsi e approfondire temi, incontrare i protagonisti che forse non conosciamo abbastanza.

E in un’era dove tutti hanno opinioni su tutto, dove ciascuno può dire la sua senza tema di smentita, riscoprire i semplici fatti può aiutarci a dare un senso e ritrovare una direzione perduta.

La caduta del Muro di Berlino, il crollo di Wall street, i vent’anni dell’Euro, la strage di piazza Fontana e il delitto Ambrosoli, i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e i 130 anni dalla nascita di Giuseppe Di Vagno.

Ma tra le tante ricorrenze nel 2019, la più evocativa e la più suggestiva di tutti è senza ombra di dubbio quella legata al primo uomo sulla Luna.

La sera del 20 luglio 1969 tutti gli abitanti della Terra (o quasi), grandi e piccini, erano seduti davanti al televisore per vedere lo storico momento in cui Neil Armostrong avrebbe messo piede sulla Luna. Grazie al mezzo televisivo, l’umanità stava facendo irruzione del postmoderno, visto che l'ultra millenario sogno dell'altrove cosmico e i prodigi portentosi della tecnica ora marciavano uniti grazie ad un elettrodomestico.

Senza il quale, occorre ammetterlo, l'intera avventura spaziale avrebbe perso qualunque attrattiva e mordente.

Una sfida umana e tecnologica (iniziata qualche millennio prima) e poi politica, negli anni della Guerra fredda tra USA e URSS: testate nucleari e missili puntati l'uno contro l'altro e la testa rivolta verso lo spazio, verso nuovi territori di conquista.

Una sfida iniziata con il lancio del primo Sputnik nel 1957. Impresa che suscitò una grande impressione, tanto da essere descritta da Hannah Arendt come “un vero spartiacque nella vicenda della modernità: il momento in cui gli uomini avevano cominciato a pensare di poter fare a meno del proprio pianeta”.

Era appena cominciata la corsa verso lo spazio.

Nell'aprile del 1961 a bordo del Vostok1 l'eroe nazionale russo Juri Gagarin volava per primo nell'orbita terrestre e poteva affermare a ben donde «da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini». Prima di lui erano già stati già inviati in orbita cani e altri animali, così per provare l’effetto che fa. Dopo di lui, anche una donna, Valentina Tereškova, la prima cosmonauta della storia. Ma ai sovietici è mancata l’impresa (quella con la I maiuscola), laddove invece ci sono riusciti gli americani: mettere piede finalmente sulla Luna.

«Sì la Luna, ma non è bella come te questa Luna» avrebbe scritto Lucio Dalla nel 1980 seduto a Check Point Charlie guardando il Muro e pensando ai russi, agli americani e ad un Mondo diverso, potendo in quel momento immaginare solo di scrivere una canzone dal titolo “Futura”.

Ma aldilà di tutto, resta da capire il rapporto che noi umani abbiamo avuto con il nostro satellite. La terra e questa sfera bianca nel cielo. Dentro, il cammino dell'uomo, il senso di una storia delle idee, dalla metafisica all'arte alla politica. Non solo e soltanto perché la luna come metafora, simbolo, icona ha significato tutto, ma anche, e soprattutto, perché ha rappresentato il modo in cui ci siamo confrontati e/o rispecchiati con l'Altro da noi.

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